"Sono fredda e distante....non incanterò mai a prima vista".
Così scrive di sé, nel suo diari, Mary Hadfield Cosway. Eppure questa inglesina bionda, dai grandi occhi blu, ha navigato con amabilità e perizia nel mondo tempestoso del suo tempo, agitato da grandi, sconvolgenti mutazioni: e l'ha fatto da viaggiatrice esperta - secondo l'uso inglese - da Firenze, suo luogo natale, all'Inghilterra, sua vera patria; dalla Francia "illuminata" e rivoluzionaria - giacobina prima e napoleonica poi - all'Austria della Restaurazione, sino all'approdo in età matura a Lodi, quella più piccola delle città, dove dimostra appieno le sue doti di educatrice, già sperimentate a Lione, aprendo un collegio laico per giovinette che si trasformerà poi - vivente ancora la fondatrice - nell'istituto religioso delle Dame Inglesi.
Se l'autunno é di Lodi, secondo la definizione di Cesare
Angelini, a Lodi Maria Cosway visse nel luogo e nel modo migliore il lungo autunno di una travagliata ed esaltante esistenza: una serena e feconda pace, ricca di buoni frutti, che nell'opera formativa di molte fra le ben nate giovinette di Lombardia (fra esse Vittoria Manzoni) trovò una confortante pienezza. E nella chiesa di Santa Maria delle Grazie in Lodi, ora Mary riposa.
(Dalla premessa di Age Bassi al volume di E. Cazzulani e A. Stroppa, Mary Hadfield Cosway. Biografia, diari e scritti della fondatrice del Collegio delle Dame Inglesi in Lodi, Lodi, 1989)